FIRMATE TUTTI PER CORTESIA

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Diretta a Al Presidente dell’ INPS Tito Boeri e al Ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia L’Inps”REINVESTA”risorse per effettuare i controlli sui lavoratori privati in malattia ridotte del 75% dal 2013 e fornisca i dati sulla spesa sostenuta per la malattia 2013-2014 e siano equiparate le fasce orarie di reperibilità fra pubblico e privato

Da sempre le visite fiscali hanno rappresentato una delle poche voci in attivo nel bilancio dell’INPS (XI Commissione seduta n.761 del 13/07/2000)

La spesa erogata nel 2012 per i trattamenti legati alle giornate di assenza per malattia è stata pari a 2 miliardi di euro;per  il biennio2013-2014 non ci sono dati pubblicati.
Da maggio 2013 l’INPS guidato dall’ex presidente Antonio Mastrapasqua ha deciso una drastica riduzione del numero delle visite mediche di controllo, da poco più di 1,2 milioni a circa 100 mila,passando a controllare l’1% dei certificati di malattia pervenuti rispetto al 15-20%, che circolari interne dell’Inps indicano come percentuale di riferimento al fine del controllo del fenomeno dell’assenteismo.

Lo stesso Comitato di Vigilanza dell’Inps (CIV) nella seduta del 4 giugno 2013 ( a decisione già effettiva) ebbe ad evidenziare che l’eccessiva riduzione delle visite di controllo avrebbe potuto determinare un aumento del fenomeno dell’assenteismo e che la riduzione doveva essere preceduta da un’attenta analisi dei costi che la stessa avrebbe potuto porre a carico dell’INPS per il pagamento di ulteriori indennità di malattia a seguito del possibile aumento del fenomeno dell’assenteismo.

L’attenta analisi dei costi si presume  non ci sarebbe stata visto i brevi tempi di applicazione della riduzione delle visite : solo a febbraio 2013 nel bilancio preventivo dell’inps ,la spesa per le visite di controllo era indicata come capitolo di spesa di tipo obbligatorio

Spending Review su spesa obbligatoria ma in previsione!!!
Una scelta che è musica per le orecchie dei “furbi” del settore privato. Il costo delle visite, ricade quasi interamente sull’imprenditore privato, già prostrato dalla crisi economica.

L’Inps insomma si sottrae alla sua funzione pubblica ( art.5 dello statuto dei lavoratori del 1970).
“La teletrasmissione”, spiegava Mastrapasqua, “ fa risparmiare tempo e denaro e consente di contrastare le finte malattie”,tutto avviene in tempo reale e i controlli possono essere richiesti nell’arco della stessa giornata.
Nel 2011 sono state 17 le giornate di malattia come numero medio annuo per ciascun lavoratore del settore privato e 15,6 giorni della pubblica amministrazione.
Si è stimato che queste assenze causino ,a seconda dei paesi ,una caduta del PIL tra l’1,5 e il 4%.
Il top dell’assenteismo è attribuito ai paesi scandinavi (rapporto tra ore di malattia e ore contrattuali) ,valutato intorno ad una  media del 4% .E l’Italia? Meno del 2%, ciò a dimostrazione che il sistema di controllo in Italia era ed è efficiente?
Quello che balza agli occhi ,nel 2011,con assoluta evidenza, è la differenza tra il settore privato e quello pubblico, in controtendenza non solo rispetto agli altri paesi d’Europa, ma anche con la stessa Italia in passato.
Alessandra Del Boca, ordinario di politica economica Università di Brescia conferma«Eravamo noi, in Italia, ad avere il differenziale più alto fra pubblico e privato. Il cambiamento accertato nel 2011 è impressionante», e io lo spiego così: la legge Brunetta ha reso il pubblico più virtuoso”.
In effetti la legge 133 del 2008, tra l’altro, ha aumentato le ore di reperibilità domiciliare durante la malattia per i dipendenti del pubblico impiego. L’effetto immediato è stato una contrazione del 40 per cento delle assenze per malattia, poi attenuatasi a causa di una successiva riduzione del periodo di reperibilità.
Nel 2012, ultimo anno di cui si hanno a disposizione dati, alcuni studi (cgia mestre) hanno rilevato che lavoratori del settore privato ,mediamente,stanno a casa più dei lavoratori del settore pubblico.
I lavoratori pubblici, si ammalano più spesso di quelli del settore privato, ma perdono meno giorni di lavoro.
Anche l’Inps ha pubblicato uno studio in merito alle presenze dei lavoratori.
Emerge che nel settore privato l’andamento del triennio 2011-2013 è stato piuttosto stabile .
Per gli anni 2013-2015, periodo in cui sono state ridotte le visite di controllo, non ci sono stati concessi dall’istituto i dati che abbiamo richiesto con un accesso agli atti.
Nel pubblico, per lo stesso periodo, le assenze tendono ad aumentare nel tempo.
Il 2015 è iniziato con la polemica sull’assenteismo dei vigili romani nella notte di San Silvestro

.
Il 30 aprile scorso l’Assemblea di Palazzo Madama ha approvato il Disegno di legge recante “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”, il testo ora passa alla Camera dei deputati.
Con l’art.12 si attribuisce all’Inps la relativa competenza e le risorse attualmente impiegate dalle amministrazioni pubbliche per l’effettuazione degli accertamenti medico-legale sulle sulle assenze dal servizio per malattia dei dipendenti pubblici il cosiddetto Polo Unico della medicina fiscale.

  1. È molto probabile che i dati sull’assenteismo subiranno un aggiustamento verso il basso nei prossimi anni, specialmente a partire da quest’anno, con le nuove regole che assegna all’INPS il controllo sui dipendenti pubblici.

Fare i “furbetti della mutua” sarà più difficile per i dipendenti del settore pubblico.

     E nel privato senza un controllo su un adeguata percentuale dei certificati di malattia e quindi senza l’investimento delle risorse necessarie e senza un’equiparazione delle fasce orarie tra privato e pubblico si riuscirà a tenere l’assenteismo sotto controllo??

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