Piernicola Pedicini (M5S): Bilancio del primo anno in Europa

 

Piernicola Pedicini - Portavoce M5s Europarlamento  Piernicola Pedicini – Portavoce M5s Europarlamento

E’ passato più di un anno da quando sono stato eletto portavoce al Parlamento Europeo e oggi mi fa piacere poter condividere con voi quello che è stato il mio primo anno di esperienza qui a Bruxelles. La prima cosa che ho pensato , una volta insediato, è che il Parlamento Europeo non è certo come ce lo immaginiamo da semplici cittadini. Non è un luogo, cioè, dove si rappresentano le volontà e le istanze dei cittadini.
In primis perchè chi detta l’agenda è la Commissione Europea vanificando più di una volta la nostra aspettativa di poter discutere argomenti che fanno gli interessi dei cittadini, ma che di fatto poi la Commissione potrebbe non ritenere urgenti o importanti e quindi decidere in propria autonomia su cosa discutere o meno.
Un’altra cosa importante che voglio trasmettervi è la parte relativa all’iter di formazione dei testi, quelli che un domani diventeranno legge. Ebbene, qui gioca tantissimo la mediazione elaborata con il Consiglio Europeo, cioè quell’organismo che rappresenta gli stati membri, ma soprattutto quello che interviene per sollecitazione delle lobby di potere! Da qui capite quanto possa essere sterile nel Parlamento Europeo la rappresentanza vera dei cittadini europei. Un problema che abbiamo, me per primo, il compito di risolvere una volta per sempre. E potete star certi che con tutti i portavoce M5S, oggi come capo delegazione e sino alla fine del mio e del nostro mandato, tutto questa lotta di potere tra stati membri, lobby ed interessi capitalistici vedrà la fine. Noi vogliamo un’ Europa incentrata sulla solidarietà tra stati, un Europa davvero “comunitaria”. Un’ Europa che sia finalmente nostra! Un’ Europa meno ipocrita che abbandoni interessi propri di alcuni stati membri, come per esempio gli sfruttamenti minerari che poi generano guerre e di conseguenza flussi migratori che diventano altresi altri interessi economici, e via di seguito! Voglio personalmente, e immagino, un’ Europa che si concentri sulla “decarbonizzazione”, cioè sull’abbandono delle fonti fossili e vada dritta verso lo sviluppo di energie rinnovabili e più in generale verso lo sviluppo dell’Economia Circolare, cioè in una direzione più equilibrata nell’utilizzo delle risorse fornite da madre Natura e non meramente utilitaria come ci vogliono far passare oggi gli economisti che parlano sempre e soltanto di “crescita”.
Crescita che però oggi vede solo pochi ricchi e tantissimi poveri!
Ecco il modello di Europa che voglio e vogliamo sviluppare. La strada è lunga ma ce la faremo!

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